Vittoria (RG), le tragicomunarie del M5S

Lasciandoci alle spalle i malumori interni riferiti ad attivisti ed eletti, le prese di posizione della presunta candidata a sindaco alla quale non è stata riconosciuta la certificazione della lista e che ha perciò abbandonato il M5S insieme a una parte dei suoi sostenitori, e anche tutto quello che la stampa locale, regionale e nazionale ha portato sotto i riflettori, Prima Linea Critica incontra una gola profonda dell’ipparino per cercare di capire per quali ragioni il “cerchio tragico” grillino stia puntando sull’avv. Carmelo Giurdanella che, oltre ad essere uno dei più noti legali della Sicilia, risulta essere vicino all’On. Giancarlo Cancelleri e ad altri deputati regionali all’ARS.

“Quanto vicino?”

“Molto. Tantissimo! Specialmente se consideriamo il riciclaggio di rampanti e promettenti avvocati che circolano tra lo studio dell’Avv. Giurdanella e il gruppo legislativo ARS.”

“In che senso? Ci spieghi meglio.”

“Certamente. Già dai primi giorni di gennaio circolavano voci sulla possibile candidatura dell’avv. Giurdanella, insieme all’agronomo Pippo Re – che tra l’altro è cugino di primo grado della moglie dell’avv. Giurdanella, e Rino Strano. Così, visitando il sito dell’avv. Giurdanella, ovvero www.giurdanellaepartners.it, alla voce «chi siamo», mi sono saltati all’occhio alcuni nomi ben noti nell’ambiente grillino e non solo.”

“È possibile risalire a questa scheda?”

“Non più: non tanto stranamente, il 25 gennaio è stato cancellato tutto il contenuto.

AGGIORNAMENTO del 29/04/2016
[PDF dei collaboratori Giurdanella-Partners-Studio-Legale-Chi-siamo]

“Si ricorda qualcuno dei nomi degli avvocati dello studio che potrebbero risalire al M5S?”

“Sì. Potrei iniziare da Carlotta Cannizzo, figlia dell’avv. Angela Bruno.
Angela Bruno è l’avvocato del comune di Vittoria che gira allo studio Giurdanella oltre 400 mila euro annui di incarichi.”

“È un’affermazione forte, e dubito che non sia lecito quanto sta affermando, anche se di opinabile indirizzo etico. Può comunque essere dimostrata?”

“Certo, basterebbe controllare le delibere del Comune di Vittoria. Ma Carlotta Cannizzo non è un caso isolato.”

“Chi sono perciò gli altri collegamenti?”

Giovanni Antonci, presente dal 2011 nello studio Giurdanella e Partners e contemporaneamente collaboratore all’ARS nel gruppo Legislativo, noto per essere il collaboratore dell’On. Vanessa Ferreri. Presumo che sia entrato all’ARS per scambio di favore: lui all’ARS in cambio di Lo Monaco e Paola Pietradura allo studio Giurdanella.

“Sia più chiaro.”

Giuseppe Lo Monaco è un socio fondatore dell’Associazione M5S Sicilia insieme a Giancarlo Cancelleri e Mirko Bognanni. È stato eletto alle regionali 2012 per la circoscrizione di Gela, ha ceduto la poltrona all’On. Trizzino in cambio dell’assunzione all’ARS. Una volta eletto Ignazio Corrao, già collaboratore nel gruppo legislativo ARS, alle europarlamentari, Giuseppe Lo Monaco è partito per Bruxelles con funzione di collaboratore del neoparlamentare, lasciando presumibilmente il suo posto all’ARS a Giovanni Antonci, già presente presso lo studio Giurdanella insieme alla fidanzata Paola Pietradura.”

“Paola Pietradura è la fidanzata di Giuseppe Lo Monaco o di Giovanni Antonci?”

“Sì, Paola (Pironti) Pietradura è fidanzata di Giuseppe Lo Monaco. Oltre ad essere passata nello studio legale Giurdanella e Partners in qualità di consulente di diritto civile e amministrativo e referente dei lavori della Commissione e del Parlamento europeo a Bruxelles, ha ricoperto l’incarico di referente dell’associazione ai rapporti istituzionali europei di Impresa Europa.”

“Dalle sue dichiarazioni emerge che il M5S regionale siciliano stia proponendo un candidato non scelto democraticamente dalla base ma supportato effettivamente dai deputati regionali e nazionali!”

“No. Sto semplicemente riportando possibili collegamenti che possano fare risalire al metodo utilizzato dai vertici del M5S nella scelta della candidatura dell’avv. Carmelo Giurdanella. Se poi gli attivisti di Vittoria per idolatria hanno deciso di supportare e sostenere il candidato a sindaco che gli è stato imposto dall’alto, inizino a fare pace con loro stessi non andando a decantare meritocrazia e trasparenza che, da quanto è possibile evincere, ce n’è ben poca. Senza contare poi le regole infrante per la scelta dei candidati da sempre sostenuta nel MoVimento!”

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Cortigiani, mercenari e traditori 5 Stelle

Ogni volta che si è tentato di produrre un nuovo modello sociale o semplicemente provare a scalare quelli già esistenti, l’animo umano si è sempre diviso tra i puri e i cortigiani.

Puri sono coloro i quali sposano una causa; essi ritengono che la stessa sia il mantra che cercavano da una vita e sono disposti a coltivarne il credo sino alla morte.

Tra questi oggi annoveriamo da un lato i cosiddetti talebani tra i quali: Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carlo Sibilia, Azzurra Cancelleri, Danilo Toninelli.

Insieme a loro convive un’altra categoria di puri appartenenti alla cerchia dei dissidenti come Massimo Artini, Walter Rizzetto, Aris Prodani, Sebastiano Barbanti, Silvia Chimienti, Tommaso Currò: sono i meno pericolosi nella società perché stanno in mezzo a noi e capisci che per loro è tutto bianco o nero; li riconosci subito!

Poi esistono i mercenari, i cortigiani e i traditori che, abbagliati da un nuovo credo, vedono profilarsi all’orizzonte la possibilità di lauti guadagni o di soddisfare la propria smania di potere e notorietà: sono persone che si adoperano per stare quanto più vicine alla casta dei puri, pronte a prodigarsi per togliere il più piccolo sassolino lungo la strada percorsa da questi, un servilismo becero e utile solo a loro stessi. D’altronde non potrebbe essere diversamente.

I mercenari, nel nostro caso, non sono tanti: li possiamo annoverare tra gli addetti alla comunicazione come Loquenzi e Casalino per esempio.

I servi li troviamo in tutti i MeetUp e sono quelli che difronte un portavoce annientano sé stessi e confermano sempre le loro idee, giuste o sbagliate, manifestante nelle riunioni, nelle agorà o semplicemente di fronte un caffè.

I traditori sono i peggiori: sono quelli che, in funzione di chi si trovano davanti, parlano male o bene di questo o di quello in attesa di ricevere un segno, una manifestazione di interesse da parte dei puri pronti ad inseguire nuovamente il sogno di un posto di sottogoverno o semplicemente di diventare il confidente principale dei propri padroni. Magari sino a ieri gliene dicevano di tutti i colori dietro, ma oggi no!!! Sono le persone migliori al mondo e tutti quelli che provano a dire il contrario sono soggetti a persecuzioni verbali, al limite delle offese, a volte anche superandolo!

Quanti sono i traditori nei MeetUp? Basta guardarsi attorno per trovarne a bizzeffe, soprattutto in questo momento storico che preclude una possibile scissone tra puri alla Di Battista e puri alla Artini.
Chiaramente i primi sono quelli che oggi sbandierano il loro credo di fronte le masse e di fronte i perplessi appartenenti ai MeetUp o ai gruppi consiliari o parlamentari, i secondi sono pronti a farsi paladini di un nuovo credo, future vittime dell’animo umano.

Bene, voglio dire una cosa ai traditori: siete dei vermi!!!!

Delle luride tenie che vivono grazie al loro padrone, in attesa del premio tanto desiderato:

LA CONSIDERAZIONE!!!

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MILLE E UNA NOTA, STONATA

Gli eventi sin qui avvenuti, non possono che darci ragione: la verità e la giustizia stanno dalla nostra parte

La storia la scrivono i vincitori, prepotenti e onnipotenti, non i giusti!

Sono tanti i paragoni che si potrebbero prendere ad esempio, ma noi non vogliamo fare la fine delle Vittime della Storia.

Proprio per questo, bisogna sollevare la china e studiare strategie, utilizzando le stesse tattiche di chi ha manipolato milioni di italiani stanchi e delusi, e centinaia di persone di buone volontà che agli slogan

uno vale uno”

ogni tanto bisogna metterci la faccia”

“bisogna offrire un poco del proprio tempo per migliorare le condizioni di tutti i cittadini”

hanno sacrificato la propria vita, credendo che quanto si sarebbe fatto da lì in avanti, non sarebbe stato sprecato, perché c’è un garante apprezzato da tutti, e perché ci sono poche regole, chiare e semplici da rispettare.

Poi a un certo punto, qualcosa succede.

Sull’onda dei risultati elettorali in Sicilia, si accelera sulla necessità di entrare in Parlamento.

Tutti ubriachi dai successi ottenuti prima a Parma e poi nell’isola, siamo stati travolti dall’onda dell’entusiasmo e, convinti di fare la scelta giusta, abbiamo seguito la scelta dettata dal fondatore di presentarci alle elezioni politiche anche con un pizzico d’orgoglio e di speranza nel vedere noi stessi o persone direttamente conosciute dentro i Palazzi della Politica.

Fu un ulteriore trionfo: 160 persone, mai dedite alla politica, entrano nelle istituzioni ma senza organizzazione né strumenti di comunicazione né conoscenza di tecniche parlamentari, animati solo da tanta buona volontà, consapevoli del peso politico che ci si assumeva e della tanta speranza riposta da milioni di italiani per un’Italia onesta.

Volendo ragionare per metafore, è come se fosse stata creata una stupenda orchestra musicale che alla Prima ha raccolto il grande consenso del pubblico: entusiasta applaudì manifestando giubilo l’amore per questi ragazzi che, da quel momento in poi, avrebbero dovuto cominciare a suonare una musica nuova, pulita e dotandosi di una orchestralità magistrale.

Giusto il tempo di conoscersi che all’improvviso qualcuno iniziò a sfoderare magnifici assoli, per lo più apprezzati dal pubblico pagante, un po’ meno dalla critica musicale.

Qualcosa non torna” pensò qualcuno, “veniamo tutti dalla strada, suonavamo nelle piazze, ma di questo non mi ricordo: forse esce dal conservatorio gestito dal Direttore d’Orchestra! Va beh forse mi sbaglio, meglio tornare a suonare!”

Stranamente però gli assoli e le improvvisazioni musicali si ripresentarono nuovamente e ad un certo punto si notò che sia il pubblico che il Direttore d’Orchestra iniziavano ad avere elogi solo per loro.

Tutti i musicisti continuavano a pensare che fosse necessario lavorare sull’intera orchestra; dunque si decise di organizzarsi meglio, ma a colloquiare con il Direttore d’Orchestra ci andavano solo quelli specializzati negli assoli e seduti più vicini a lui.

E qualcuno iniziò a pensare “Beh vorrà dire che poi qualcuno di loro ci dirà come suonare”.

Nel frattempo i concerti si susseguirono, spartito dopo spartito, sinfonia dopo sinfonia: tra i colleghi d’orchestra c’era chi aveva iniziato a chiedere spiegazioni su come suonare meglio e all’unisono con gli altri, ma alle richieste gli fu ordinato di cercarsi un’altra orchestra!

L’orchestra continuò a suonare e suonare.

Nel frattempo venne chiesto di consegnare le chiavi dei camerini a qualcuno dei Direttori di Scena, di cui non si è mai saputo né il volto né il nome, convinto che la scelta dei “primi strumenti” sia stata coscienziosa e di giudizio.

Durante una pausa a qualcuno è capitato di tornare in camerino e trovando la sedia e la specchiera spostate di posto, chiese il perché di questi accaduti al Direttore d’Orchestra… ma bisognava ad ogni costo tornare sul palco e riprendere a suonare lasciando cadere la cosa.

Nessuno ancora conosce la risposta, neanche tra i colleghi.

Passò poco tempo e si ritornò a chiedere nuovamente informazioni del perché nel proprio camerino continuavano ad essere cambiate le disposizioni interne. Nel frattempo sparì anche una spazzola e un asciugamano. Forse si ricordava male!?

Li avevo lasciati la! Perché non ci sono più?”: era tanta la sicurezza che si decise di non consegnare più le chiavi del proprio camerino, almeno fino a quando non sarebbe stata concessa la possibilità di parlare con chi poteva sapere cosa stava accadendo, quindi con il Maestro d’Orchestra o i primi strumenti che continuavano tacere!

Dopo un nuovo incontro avvenuto in privato tra il Maestro d’Orchestra e i primi strumenti, venne chiesto al pubblico di espellere uno tra i migliori strumenti che suonava con loro, apprezzato dal pubblico, dalla critica e anche dalle altre orchestre, adducendo il tutto al fatto che suonava fuori sincrono e che si lamentava del proprio camerino!

“….ma sì, se lo dice il Direttore d’Orchestra vorrà dire che sarà vero, perché andare a chiedere al diretto interessato? Che si vada a cercare un’altra orchestra!”

Gli altri strumenti cominciarono a guardarsi attorno increduli per quanto stava avvenendo.

Alcuni dimostravano cieca fiducia verso chi continuava a gestire il camerino consapevoli di avere a che fare col Maestro che li ha chiamati direttamente a suonare con sé.

Altri smisero di suonare per qualche stringa di spartito, pur sentendo gli sguardi minacciosi degli altri suonatori puntati addosso, e riprendono anch’essi a suonare gradualmente.

Altri, per far sentire il proprio dissenso, ogni tanto cominciarono ad esibirsi in assoli più o meno di buona qualità o a sbagliare volontariamente nota, così, tanto per ricordare al Maestro che esistono anche loro, e che, senza di loro, il concerto finirebbe a suon di fischi.

Ma è proprio in questo momento che il Direttore d’Orchestra decide di passare il testimone ai primi strumenti più vicini a lui, dicendo loro di occuparsi dell’intera orchestra.

Questa è la storia che sin qui abbiamo vissuto, da ora in poi dobbiamo decidere se continuare ad assistere al concerto o suonare con questa banda o se sia il caso di ascoltare una vera orchestra musicale, senza prime donne.

Chi suona, invece, dovrebbe iniziare ad allenarsi da qualche altra parte prendendo anche i migliori musicisti in circolazione, ma rispettosi delle regole di una organizzazione plurima di persone e soprattutto pronti a riprendersi il miglior palcoscenico che spetta loro: il popolo italiano!

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Il Blog di Beppe Grillo è stato hackerato!

Dopo il post demenziale con farneticazioni pseudo storiche sul fascismo, arriva una seconda prova di hackeraggio al server gestito dallo staff di Gianrobero Casaleggio: in un post rivolto a Walter Rizzetto i Portavoce non sarebbero più riconosciuti quale espressione legittima del MoVimento 5 Stelle in quanto il M5S non riconosce loro tale responsabilità.
Sul blog di Walter Rizzetto arriva la replica: #iononmollo!

Correte ai ripari! Sarà sufficiente far sparire il post apocrifo: ogni minuto perso aumenterà il volume della figura di merda che stiamo facendo con chi legge il blog di Beppe Grillo!

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Assunzioni dei collaboratori ARS – M5S Sicilia

Queste persone sono state assunte un po’ perché ci piacevano i loro curriculum, un po’ perché ci piacevano le persone: è stata anche fiduciaria l’assunzione!!!”, parola di Giancarlo Cancelleri.

Domandare è lecito, rispondere è utopia nel M5S.
I recenti fatti di cronaca attestano la reticenza nel dare spiegazioni agli interrogativi posti dagli attivisti sul territorio nazionale: è quindi doveroso riconoscere i meriti al nostro Portavoce Giancarlo Cancelleri per aver dedicato 20 minuti del suo tempo prezioso sul metodo di assunzione dei collaboratori ARS, il primo neo che ha compromesso i rapporti tra gli attivisti e il gruppo parlamentare regionale siciliano.

Riprendiamo il ragionamento seguendo le sue dichiarazioni.

Le caratteristiche che dovevano possedere i candidati alle assunzioni erano l’attivismo, disoccupazione, il merito e la fiducia che si guadagnava ovviamente in base all’appartenenza degli aspiranti collaboratori ai MeetUp (e quindi non si doveva trattare di fiducia legata ai rapporti di parentela o di amicizia dei Portavoce con i loro futuri collaboratori: una specificazione fondamentale perché osannata in campagna elettorale!).

Sono state presentate 108 candidature, 7 non risultavano idonee perché venivano meno al requisito della disoccupazione, e quindi rimanevano 101 curriculum valutati qualitativamente da ogni singolo Portavoce che doveva assegnare il suo voto da 1 a 5 a curriculum per arrivare alla formulazione di una graduatoria unica complessiva da cui sono stati poi scelti i collaboratori per ricoprire le varie figure necessarie, dal legislativo alla comunicazione, dalla segreteria alle commissioni parallele.

La prima anomalia emersa in quella prima tornata selettiva era rappresentata da Marco Benanti il quale non possedeva la certificazione d’attivismo ma che fu comunque assunto in quanto era l’unico giornalista regolarmente iscritto all’albo e la sua figura risultava necessaria.
Quando Venturino venne allontanato dal M5S, Marco Benanti affiancò il deputato continuando a mantenere rapporti di collaborazione a titolo gratuito con il gruppo parlamentare 5 stelle.

“[…](Venturino) lo ha anche licenziato. Benanti non lavora più con noi, ci da una mano spesso e volentieri, lo fa gratuitamente. Ma non so cosa stia facendo e non mi interessa neanche!
Dobbiamo credere che il 6 ottobre 2014, giorno in cui si è svolta l’assemblea presso la sede del MeetUp di Caltanissetta, Giancarlo Cancelleri non sapeva che Marco Benanti è nello staff europarlamentare 5 stelle?

Qualcuno nei mesi passati ha osato affermare che il M5S, dal suo ingresso all’ARS, si trasformava gradualmente in un partito fideista: a loro dire lo dimostravano i criteri di scelta e di selezione dei collaboratori. Sembrava un’illazione diffamatoria da arrestare sul nascere, eppure…

Queste persone sono state assunte un po’ perché ci piacevano i loro curriculum, un po’ perché ci piacevano le persone: è stata anche fiduciaria l’assunzione!!!”. Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di riconoscerlo, ed è lo stesso Giancarlo Cancelleri a renderlo noto.

Altri dubbi e perplessità sono state smentite e documentate per altri collaboratori inseriti in graduatoria, e la questione ha assunto toni ancor più pesanti con la prima riunione regionale tenutasi a Enna dove la maggioranza del gruppo parlamentare palesò l’esigenza di dover utilizzare le somme per l’esercizio di mandato mettendo in discussione quanto inizialmente proclamato e rifiutato in campagna elettorale.

Gli attivisti furono chiamati alla votazione on line rinnovando fiducia ai Portavoce e accondiscendendo alla loro richiesta. Forse però nella procedura di ingaggio sfuggì una clausola espressa nel sondaggio: il personale e i consulenti tecnici assunti dovevano essere selezionati secondo criteri meritocratici sulla base dei curriculum e dei progetti presentati.
Venne ripresa la graduatoria e, secondo quanto dichiarato da Giancarlo Cancelleri, non erano disponibili avvocati oltre i 5 già assunti nello staff.

Possibile? Vogliamo crederlo perché anche noi siamo fideisti e dobbiamo fidarci dei nostri Portavoce. Ma c’è un’altra anomalia tra i nuovi collaboratori: Clementina Iuppa.

Clementina Iuppa è una mamma di 5 figli, attivista di Catania e non di Acireale, […] avvocato penalista”, prova a giustificare Cancelleri.

Le domande sorgono spontanee.

  • Avere una numerosa prole a seguito era una caratteristica da tenere in considerazione per l’assunzione?
  • Perché tentare di giustificare l’amicizia tra Clementina Iuppa e Angela Foti specificando i due diversi MeetUp di provenienza?
  • Può considerarsi una scelta meritocratica una qualifica a cui non è mai seguita esperienza alcuna se non un praticantato omesso nel curriculum pubblicato su Sicilia 5 Stelle effettuato presso lo studio dell’avv. Antonio Fiumefreddo, cognato della stessa, esponente politico conclamato nell’area lombardiana adesso vicino al sindaco di Catania Enzo Bianco e al Presidente della Regione Rosario Crocetta?

Una volta fatta graduale chiarezza sulle pecche di questi due anni di legislatura del M5S ARS a cominciare dalle assunzioni dei collaboratori, deve seguire il momento in cui riconoscere con onestà i propri errori e trovare le dovute misure per rimediare al danno all’immagine che ha colpito unicamente la parte sana del MoVimento 5 Stelle Sicilia che continua a operare con non poche difficoltà e andare avanti superando gli ostacoli che hanno generato dissapori tra attivisti e Portavoce.

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