Giarrusso, l’altra faccia dell’antimafia

Quello che vi stiamo per raccontare è l’epilogo di una controversia giudiziaria che apre nuovi scenari carichi di forti dubbi sulla condotta di uno dei componenti della Commissione Nazionale dell’Antimafia, il Sen. Mario Michele Giarrusso. Un parlamentare dall’insulto facile che non si comprende da che parte stia davvero. Sia politicamente che nella presunta lotta alla mafia.

Iniziamo partendo dall’antefatto.

Ci troviamo a Vittoria, un paese dell’ipparino conosciuto agli onori delle cronache per avere dato i natali a diversi soggetti malavitosi. Tra i 60mila abitanti circa di Vittoria, ci sono però anche tantissime persone perbene che quotidianamente combattono la mafia denunciando gli illeciti, sia alle autorità competenti che mezzo stampa.
Persone oneste come Concita Occhipinti, una coraggiosa giornalista che il 30 marzo 2009 titolò un suo articolo “Il sindaco di Vittoria aveva una guardia del corpo pluripregiudicata” riferendosi all’allora sindaco Giuseppe Nicosia e il pluripregiudicato Maurizio Di Stefano, condannato per reati di associazione mafiosa, estorsione, stupefacenti, detenzione di materiali esplodenti il quale era stato realmente bodyguard dell’ex sindaco essendo il promotore o comunque associato della società Groupservice onlus che offre servizi di sicurezza per lo stesso Comune e per l’Azienda Municipalizzata EMAIA. L’ex sindaco perciò denunciò la giornalista richiedendo 50mila euro per il danno all’immagine subito per questo accostamento. Con sentenza n.163/2017 pubblicata il 03/02/2017, il Tribunale di Ragusa, nella persona del Giudice Cignolani, ha rigettato la domanda e condannato il sindaco pro tempore al pagamento delle spese.

A essere chiamato in causa anche il marito di Concita Occhipinti, Giovambattista Gulino autore di un video pubblicato su Youtube (clicca qui!) dove dimostra quello che anche in sede di dibattimento è stato confermato e che tutti sapevano.

“Chi è Gulino?”, chiedeva il sen. Mario Michele Giarrusso nel gruppo fb del meet up ibleo poco dopo l’incontro della Commissione Bicamerale Antimafia richiesto dall’ex sindaco Giuseppe Nicosia avvenuto il 6 marzo 2015, cioè dopo l’omicidio Brandimarte di metà dicembre 2014, per dibattere del ritorno dei boss che hanno finito di scontare il carcere e del sistema di protezione per la collaborazione con la giustizia. Si discusse dell’interrogazione parlamentare del sen. Beppe Lumia dove venivano riportati i nomi e i cognomi dei nuovi presunti malavitosi, del caso Scicli e dell’attesa per la decisione della commissione prefettizia che doveva decidere se il Consiglio fosse o meno inquinato.
Si provò a fare luce anche sul caso dell’assessore Angelo Dezio e dell’incarico progettuale ricevuto dal figlio architetto, causa scatenante della polemica con l’assessore Piero Gurrieri e dell’azzeramento della giunta.
L’incontro avveniva anche a seguito degli attentati incendiari che avevano interessato alcuni magazzini di plastica e di imballaggi, e il M5S provò a incalzare il sindaco su queste vicende. Ma non solo.

Perché il sen. Mario Michele Giarrusso chiedeva chi fosse Giovambattista Gulino?

Nei commenti del medesimo gruppo, il senatore dichiarava che non era piacevole essere attaccati in una audizione della Commissione Antimafia per delle assurdità.

A quali assurdità si riferiva?

Sempre il sen. Mario Michele Giarrusso svela l’arcano mistero: l’On. Francesco D’Uva, in audizione chiese al sindaco spiegazioni su un fatto riportato dai giornali qualche anno prima relativo a presunti guardaspalle del sindaco pregiudicati. E dichiarò che in quella sede era emerso che la questione in oggetto era stata una montatura di Gulino e della moglie (Concita Occhipinti, n.d.r.).

E Gulino lo incalza: “Ha detto che in quel periodo il sindaco si muoveva con loschi individui di cui, uno in particolare da me denunciato per estorsione e condannato appartenenti al clan Carbonaro – Dominante?”

Ecco chi è Giovambattista Gulino.

Giovambattista Gulino, ex attivista del M5S, è una vittima di racket e usura che subì gravi minacce e che tra il 1992 e il 2002 ha dovuto lottare contro la criminalità organizzata. Riconosciuto vittima di racket nel 2003, ha collaborato e collabora con le istituzioni. Ha denunciato e portato all’arresto malavitosi organizzati e usurai. Insieme a Concita Occhipinti, Giavambattista ha denunciato l’amministrazione ricevendo minacce di morte se non avesse ritirato il video pubblicato per sostenere la veridicità del titolo dell’articolo pubblicato dalla moglie per il quale era stata querelata.

Come poteva il sen. Giarrusso credere e sostenere che la giornalista Concita Occhipinti e l’allora attivista M5S Giovambattista Gulino avessero potuto montare ad arte la vicenda solo per screditare l’allora sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia? Ma soprattutto: perché avrebbero dovuto farlo? E poi: perché il sen. Giarrusso si schierava dalla parte di chi aveva come guardia del corpo un pluripregiudicato?

Da quel momento, inizia la pubblica campagna denigratoria del sen. Giarrusso contro i coniugi e contro gli attivisti storici del meet up di Vittoria che prendevano le loro parti, accostati dal senatore ai malavitosi affiliati alle cosche locali. Sì, proprio così: un senatore dell’antimafia tacciava chi combatteva in prima linea la mafia di essere un mafioso alla stessa stregua.

Da lì la caccia agli infiltrati, le minacce di querele e le campagne di discredito umano e professionale a Concita Occhipinti, a Giovambattista Gulino, e agli attivisti che tentavano di difendere i coniugi. Fino ad arrivare al 31 ottobre 2015 quando, supportati dal sen. Giarrusso, il nuovo meet up di Vittoria siglava la condanna all’espulsione dal M5S gli attivisti Giovambattista Gulino, Irene Nicosia, Ciro Torre, Monteneri Giovanna, Giorgio Di Stefano, Gianpippo Fermo, Giovanni Interi, Nicola Marchese, Piero Enzo Sarta, accusati di comportamento lesivo e in aperto contrasto con gli indirizzi e l’etica del Movimento 5 Stelle perché nel 2014, in occasione dello Sfiducia Day contro il Governatore della Sicilia, avevano dichiarato assoluta contrarietà alle affermazioni di Grillo in particolare quando si riferiva alla mafia che aveva una sua morale (n.d.r.), e osservando che l’evento era servito solo per una conta degli attivisti.

Il nuovo meet up, inoltre, li accusava di avere mosso gravi allusioni nei confronti di Paolo Borrometi e Mario Michele Giarrusso in merito all’assegnazione della scorta al giornalista, lo stesso che aveva incontrato Rosy Bindi e la commissione antimafia durante l’incontro organizzato a Vittoria dall’ex sindaco in quanto autore degli articoli relativi alle vicende che avevano interessato il Mercato Ortofrutticolo.

Gli attivisti avevano semplicemente espresso dei dubbi relativi all’assegnazione della scorta a Paolo Borrometi che potevano essere fugati con l’ordinanza del Prefetto. E invece no! Il senatore Giarrusso ha addirittura gettato in questo verminaio il giornalista che rincarava la dose supportando l’iniziativa di denunciare con il senatore gli attivisti del M5S Nicola Marchese, Ciro Torre e Giovambattista Gulino, oltre a Venerando Lauretta e Franco Assenza (clicca qui!).
Denuncia che non ebbe luogo, almeno per quanto attiene gli ormai ex attivisti M5S.

Ma perché coinvolgere Borrometi? Quali interessi, anche politici, c’erano dietro? Cosa doveva dimostrare il senatore Giarrusso con questa vicenda? Ma soprattutto, a chi?

Di lì a poco si dovevano creare le liste per le imminenti amministrative di Vittoria ed è plausibile supporre che questa operazione fosse funzionale alla candidatura a sindaco dell’avv. Carmelo Giurdanella per il M5S. Candidato che per anni aveva spalleggiato il sindaco uscente Nicosia di cui vi abbiamo parlato anche in questo blog (clicca qui!).

A sapere di questa vicenda erano tanti eletti del M5S i quali hanno ricevuto il corposo dossier che Giovambattista Gulino ha inviato. Nessuno lo avrà letto. Se lo ha fatto, si è reso complice silenzioso e consenziente della questione narrata che apre nuovi scenari nella politica del Movimento 5 Stelle.

Dossier Giovambattista Gulino

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Il vero dramma dell’ignoranza

La Procura della Repubblica di Palermo ha riaperto il fascicolo precedentemente archiviato sulle firme false apposte nelle liste del M5S presentate per la competizione elettorale del capoluogo regionale. Dito puntato contro l’On.Riccardo Nuti, l’On. Giampiero Trizzino, e in particolare contro Claudia Mannino e Samanta Busalacchi accusate di avere materialmente falsificato le firme: tutti si dichiarano estranei ai fatti e annunciano querele. La magistratura sicuramente riuscirà a fare luce sulla vicenda, ma scavando negli archivi di nostra memoria…

Non è la prima volta che si registrano irregolarità nella compilazione delle liste M5S.

Ci riferiamo alle parlamentarie 2013: anche in quel caso la lista siciliana presentava diverse anomalie.
Sul blog di Beppe Grillo venivano pubblicate le regole per partecipare alla competizione elettorale con i requisiti richiesti per gli aspiranti candidati e le indicazioni per la formazione delle liste, redatte per circoscrizione in base al numero di voti ottenuti dai singoli candidati. I candidati di età superiore ai 40 anni, o compiuti entro febbraio 2013, dovevano essere inseriti nelle liste per il Senato. I candidati restanti, nelle liste per la Camera.

Vediamo la lista del Senato. Durante la selezione interna, questi furono i risultati.

1 Giarrusso Mario voti 136

2 Catalfo Nunzia voti 99

3 Bertorotta Ornella voti 85

4 Campanella Francesco voti 81

5 Nicotra Angelo voti 79

6 Russo Leonardo voti 74

7 Santangelo Vincenzo voti 71

8 Alzalone Roberto voti 54
ecc….

Invece la lista per il Senato M5S venne così formulata e presentata:

1 Campanella Francesco voti 81

2 Giarrusso Mario voti 136

3 Santangelo Vincenzo voti 71

4 Catalfo Nunzia voti 99

5 Bocchino Fabrizio voti 53

6 Bertorotta voti 85
ecc….

Ma la circoscrizione del Senato è unica, a differenza della Camera: chi ha scisso arbitrariamente alterando quindi l’esito delle votazioni interne degli attivisti?

Nella lista alla Camera, invece, furono presentati candidati di età superiore ai 40 anni: Zagarrio Giuseppe, Dalì Cardillo Emanuele, Pintagro Vincenzo (che ricordiamo aver denunciato le firme false per la presentazione delle liste alle comunali di Palermo), Negrì Marco e Danì Nereo Luigi.

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Chi ha combinato questo pasticcio?  Chi era il responsabile delle liste elettorali delle elezioni politiche? Samanta Busalacchi.
E lo scopriamo in un video del periodo, nel quale vengono chiaramente illustrati i malumori degli attivisti palermitani che addirittura hanno rinunciato alla loro candidatura, come Mario Ragusa che vediamo imbattersi contro un giovane dipendente del legislativo ARS poi eletto parlamentare europeo, Ignazio Corrao e Enzo D’Onofrio, un attivista della prima ora, Ufficiale dell’Aeronautica.

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Come mai il militare si dichiara compilatore delle liste presentate quando ufficialmente l’incaricata era Samanta Busalacchi?

Ma soprattutto… che cosa ci fa un Ufficiale dell’Aeronautica dentro il M5S che addirittura millanta contatti diretti con lo staff, come possiamo benissimo constatare nel filmato?

Lo stesso Ufficiale frequentava i vertici del cerchio tragico palermitano già da tempi remoti. E infatti l’11 settembre 2011… tutti insieme, appassionatamente.

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Caro Beppe, l’inutile caccia alle streghe lanciata oggi sul tuo blog rischia di diventare solamente l’ennesima campagna in favore della delazione: non avete bisogno di proteggervi dagli altri, ma da voi stessi!

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Vittoria (RG), le tragicomunarie del M5S

Lasciandoci alle spalle i malumori interni riferiti ad attivisti ed eletti, le prese di posizione della presunta candidata a sindaco alla quale non è stata riconosciuta la certificazione della lista e che ha perciò abbandonato il M5S insieme a una parte dei suoi sostenitori, e anche tutto quello che la stampa locale, regionale e nazionale ha portato sotto i riflettori, Prima Linea Critica incontra una gola profonda dell’ipparino per cercare di capire per quali ragioni il “cerchio tragico” grillino stia puntando sull’avv. Carmelo Giurdanella che, oltre ad essere uno dei più noti legali della Sicilia, risulta essere vicino all’On. Giancarlo Cancelleri e ad altri deputati regionali all’ARS.

“Quanto vicino?”

“Molto. Tantissimo! Specialmente se consideriamo il riciclaggio di rampanti e promettenti avvocati che circolano tra lo studio dell’Avv. Giurdanella e il gruppo legislativo ARS.”

“In che senso? Ci spieghi meglio.”

“Certamente. Già dai primi giorni di gennaio circolavano voci sulla possibile candidatura dell’avv. Giurdanella, insieme all’agronomo Pippo Re – che tra l’altro è cugino di primo grado della moglie dell’avv. Giurdanella, e Rino Strano. Così, visitando il sito dell’avv. Giurdanella, ovvero www.giurdanellaepartners.it, alla voce «chi siamo», mi sono saltati all’occhio alcuni nomi ben noti nell’ambiente grillino e non solo.”

“È possibile risalire a questa scheda?”

“Non più: non tanto stranamente, il 25 gennaio è stato cancellato tutto il contenuto.

AGGIORNAMENTO del 29/04/2016
[PDF dei collaboratori Giurdanella-Partners-Studio-Legale-Chi-siamo]

“Si ricorda qualcuno dei nomi degli avvocati dello studio che potrebbero risalire al M5S?”

“Sì. Potrei iniziare da Carlotta Cannizzo, figlia dell’avv. Angela Bruno.
Angela Bruno è l’avvocato del comune di Vittoria che gira allo studio Giurdanella oltre 400 mila euro annui di incarichi.”

“È un’affermazione forte, e dubito che non sia lecito quanto sta affermando, anche se di opinabile indirizzo etico. Può comunque essere dimostrata?”

“Certo, basterebbe controllare le delibere del Comune di Vittoria. Ma Carlotta Cannizzo non è un caso isolato.”

“Chi sono perciò gli altri collegamenti?”

Giovanni Antonci, presente dal 2011 nello studio Giurdanella e Partners e contemporaneamente collaboratore all’ARS nel gruppo Legislativo, noto per essere il collaboratore dell’On. Vanessa Ferreri. Presumo che sia entrato all’ARS per scambio di favore: lui all’ARS in cambio di Lo Monaco e Paola Pietradura allo studio Giurdanella.

“Sia più chiaro.”

Giuseppe Lo Monaco è un socio fondatore dell’Associazione M5S Sicilia insieme a Giancarlo Cancelleri e Mirko Bognanni. È stato eletto alle regionali 2012 per la circoscrizione di Gela, ha ceduto la poltrona all’On. Trizzino in cambio dell’assunzione all’ARS. Una volta eletto Ignazio Corrao, già collaboratore nel gruppo legislativo ARS, alle europarlamentari, Giuseppe Lo Monaco è partito per Bruxelles con funzione di collaboratore del neoparlamentare, lasciando presumibilmente il suo posto all’ARS a Giovanni Antonci, già presente presso lo studio Giurdanella insieme alla fidanzata Paola Pietradura.”

“Paola Pietradura è la fidanzata di Giuseppe Lo Monaco o di Giovanni Antonci?”

“Sì, Paola (Pironti) Pietradura è fidanzata di Giuseppe Lo Monaco. Oltre ad essere passata nello studio legale Giurdanella e Partners in qualità di consulente di diritto civile e amministrativo e referente dei lavori della Commissione e del Parlamento europeo a Bruxelles, ha ricoperto l’incarico di referente dell’associazione ai rapporti istituzionali europei di Impresa Europa.”

“Dalle sue dichiarazioni emerge che il M5S regionale siciliano stia proponendo un candidato non scelto democraticamente dalla base ma supportato effettivamente dai deputati regionali e nazionali!”

“No. Sto semplicemente riportando possibili collegamenti che possano fare risalire al metodo utilizzato dai vertici del M5S nella scelta della candidatura dell’avv. Carmelo Giurdanella. Se poi gli attivisti di Vittoria per idolatria hanno deciso di supportare e sostenere il candidato a sindaco che gli è stato imposto dall’alto, inizino a fare pace con loro stessi non andando a decantare meritocrazia e trasparenza che, da quanto è possibile evincere, ce n’è ben poca. Senza contare poi le regole infrante per la scelta dei candidati da sempre sostenuta nel MoVimento!”

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Regia Trazzera e bugie a cinque stelle

Pinocchio ha detto troppe bugie sulla Via dell’Onestà e la Fata Turchina è davvero tanto, tanto, tanto adirata con lui: potrà perdonarlo solo se riuscirà a risolvere il compito assegnato per le vacanze estive e se dirà la verità.


COMPITO DI MATEMATICA E LOGICA

PROBLEMA

Il Comune di Caltavuturo deve realizzare i lavori per rendere agibile una Regia Trazzera che ricollegherà il paese con il resto della Sicilia. Le imprese ingaggiate presentano il preventivo dei costi dei lavori per un totale di €360.000.
Una serie di iniziative permettono al Comune e agli abitanti del posto di raccogliere €22.000.
Il M5S, per ritorno mediatico ed elettorale, prova a intestarsi il rifacimento della Regia Trazzera promettendo €300.000.
Quando si viene a sapere che di quel denaro non c’è neanche l’ombra perché verrà erogato in tre rate dilazionate tra il mese di ottobre 2015 e il mese di giugno 2016, e che l’unica garanzia è che la Legislatura regionale non si sciolga, il M5S rilancia di ulteriori €30.000 rassicurando gli elettori che utilizzerà, eventualmente, la liquidazione / assegno di solidarietà o di fine mandato che viene erogato ad ogni parlamentare siciliano alla fine della legislatura per un ammontare di circa € 25.000 a deputato (tenendo conto che i deputati M5S ARS sono 14).
Contestualmente, il sindaco di Caltavuturo prova a difendere le posizioni del Gruppo Parlamentare M5S ARS asserendo che la convenzione in cui viene stipulato il finanziamento è avvenuta tra l’Associazione Oltrepassiamo la frana. La bellezza non si può isolare e l’Associazione Movimento 5 Stelle Sicilia, e non con il Gruppo Parlamentare: questo per dimostrare che comunque vadano le cose per l’attuale Governo Crocetta, Caltavuturo riceverà quel denaro.
Ma la somma comunque non basta, e così dal 10 agosto viene estesa la possibilità ai veicoli che percorrono la trazzera di dare un contributo volontario di €1,00 , una donazione che nel Paese della Realtà si chiama “pedaggio“: iniziativa di cui sulla pagina facebook del Movimento 5 Stelle Sicilia se ne esalta la bontà, ma di cui l’On. Cancelleri prende le distanze mezzo stampa risultando ignaro della situazione.
NOTA BENE: la trazzera è stata aperta al traffico il 1°agosto 2015 e dopo 5 giorni il sindaco di Caltavuturo ha dichiarato che quella strada è stata percorsa da oltre 50.000 auto.

DOMANDE

  1. A quanto ammonta la somma versata dai parlamentari che si sono tagliati lo stipendio per la Trazzera di Caltavuturo?
  2. Qual è la garanzia che l’Associazione M5S Sicilia vanta (a differenza del Gruppo Parlamentare vincolato dalla legislatura) se i registri di bilancio degli anni precedenti risultano non pervenuti e non sono stati neanche pubblicati on line?
  3. Da quali fondi l’Associazione M5S Sicilia attingerà le somme eventualmente necessarie se, come da programma e intenti, gli eletti hanno rinunciato alla liquidazione / assegno di solidarietà o di fine mandato?
  4. Complessivamente, tra le donazioni dichiarate dal M5S Sicilia (Associazione o Gruppo Parlamentare?) e la raccolta dell’Associazione Oltrepassiamo la frana. La bellezza non si può isolare, quanto è stato messo da parte per pagare i lavori?
  5. Tenendo conto dei dati riportati dal sindaco di Caltavuturo: quanti giorni saranno necessari e quante auto dovranno passare per raggiungere la somma necessaria per saldare i lavori effettuati?

RISOLVI

Firmato

La Fata Turchina

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Finanziamento Regia Trazzera. L’Associazione M5S Sicilia è regolare?

Le polemiche sul finanziamento della Trazzera di Caltavuturo, non si fermano.
Il teatrino tragicomico continua a portare in scena gag esilaranti, tanto per la sua discutibile sicurezza, quanto per il finanziamento che verrà erogato in tre tranches con il rilancio di ulteriori 30.000 euro.

Peccato che questa non è una partita a poker.

«L’accordo preso dal comitato che si è battuto in questi mesi per l’apertura di una bretella alternativa non è stato con il gruppo parlamentare pentastellato, ma con l’associazione Movimento 5 Stelle. Questo fa sì che i soldi promessi sarebbero versati anche nel caso di una fine prematura del governo Crocetta», ha dichiarato il sindaco Giannopolo a Meridionews.

Facciamo quindi luce sull’Atto Costitutivo dell’Associazione Movimento Cinque Stelle Sicilia, dal momento in cui, ad oggi, non è mai stato reso noto questo documento, evidentemente.

L’11 settembre 2012 Giovanni Carlo Cancelleri, Giuseppe Lo Monaco e Mirko Bognanni, in presenza del Notaio Andrea Bartoli, il mecenate di Favara fautore del progetto “Farm Cultural Park” che ha ispirato il modello di rigenerazione urbana riproposto dal M5S ARS sotto il nome di “Polmoni Urbani”, costituiscono l’associazione denominata Movimento Cinque Stelle Sicilia, fissando la sede legale a Gela in via Vincenzo Foppa, 25 (contestualmente sede legale della ditta  di coperture e pareti di Rocco Caci e Giudice Emanuele).

AC Sicilia5Stelle - 001

E fino a questo punto, tutto è assolutamente regolare.

“Durante la vita dell’associazione non potranno essere distribuiti, anche in modo indiretto, avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale.”

Con questa postilla si scioglie ogni dubbio: l’Associazione Movimento Cinque Stelle Sicilia non può erogare alcun tipo di finanziamento diretto o indiretto.

AC Sicilia5Stelle - 002

È possibile che siano state apportate delle modifiche al presente documento?

Certo che sì! E sarebbero anche plausibili.
Come plausibile sarebbe supporre che l’Associazione Movimento Cinque Stelle Sicilia sia stata anche regolarizzata.

In che senso?

Semplice. Sebbene l’atto costitutivo sia stato sottoscritto in presenza di un notaio, fino al mese di aprile, venivano erogate ricevute di pagamento dalle quali è possibile supporre che il documento non fosse stato depositato all’Agenzia delle Entrate e che non possedeva un Codice Fiscale.

Ricevuta M5S

Risulta alquanto strano che nell’intestazione di queste venisse riportato il Codice Fiscale personale dell’On.Giancarlo Cancelleri e il suo indirizzo di residenza.

Nella convenzione stipulata con l’Associazione “Oltrepassiamo la frana. La bellezza non si può isolare”, l’intestazione ben visibile nella foto pubblicata dall’On. Giorgio Ciaccio indica che l’Associazione ha sede in via Pacini, 1 – Caltanissetta e possiede un CF: 92062890857.

Convenzione Caltavuturo - Giorgio Ciaccio

A questo punto ci sarebbe da chiedersi dove siano i registri di bilancio, se effettivamente l’Atto Costitutivo è stato modificato e con quali conseguenze nella struttura interna dei Meet Up regionali.

Una cosa è certa: l’onestà intellettuale ancora non ha cambiato sede legale.

Fine delle trasmissioni.

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Il M5S ripara i suoi debiti

Forse, con le liquidazioni dei deputati regionali

«Se si chiude la legislatura paghiamo la strada coi soldi delle liquidazioni: circa 25.000 euro per ogni deputato. Non c’è problema. È assurdo pensare che noi possiamo tenere in vita Crocetta solo per onorare il debito. Chiuderemo la partita finanziaria anche prima dell’ultima scadenza prevista. E di Crocetta, martedì, torneremo a chiedere le dimissioni.»

È la risposta che l’On. Giancarlo Cancelleri ha rilasciato al giornale La Repubblica a seguito delle osservazioni sollevate sulle somme spacciate come già erogate per il rifacimento della Regia Trazzera di Caltavuturo, che si sono rivelate promesse senza garanzie se non la legislatura del Presidente Rosario Crocetta, come per il Progetto Boom Polmoni Urbani, sebbene per quest’ultimo se ne conoscevano le condizioni.

Ma non è una risposta sufficiente.

«Se si chiude la legislatura paghiamo la strada coi soldi delle liquidazioni: circa 25.000 euro per ogni deputato. Non c’è problema.»

Il problema c’è eccome. Conteggiando le restituzioni, nel caso in cui si riuscisse a raggiungere la sfiducia di Crocetta tra il mese di ottobre e il mese di dicembre 2015, la media delle restituzioni a cui si andrebbero a sommare circa €350.000, non basterebbero a coprire entrambe gli importi. E purtroppo ancora l’uso del tempo verbale condizionale è obbligatorio, almeno fino a quando le promesse non verranno tradotte in modifiche scritte (e a questo punto rese note) nel bando del concorso di Polmoni Urbani e nella convenzione stipulata tra i protagonisti del rifacimento della Regia Trazzera.

«È assurdo pensare che noi possiamo tenere in vita Crocetta solo per onorare il debito.»

Assurdo non lo è affatto.
C’è chi ha ancora vivo il ricordo del famigerato “Modello Sicilia”, l’accordo di alleanza governativa tra il M5S e il Presidente Crocetta tanto osannato da tutti, compreso Beppe Grillo, che all’inizio della legislatura riuscì a far saltare le trattative che Udc e Pd avevano preso col Pdl per la vice presidenza vicaria dell’Ars, poi andata al grillino (all’epoca dei fatti) Antonio Venturino, con i voti dei deputati della lista Crocetta.

Molte altre volte ancora, l’intesa ha dato segni più o meno evidenti, cancellati dalla memoria collettiva tra un click e una denuncia, un click e una sfiducia, un click e un progetto “salvifico” e l’altro, senza denaro, a pagherò (n.d.r.)

Indicativa poi è la posizione presa una volta appresa la riforma delle province proposta da Crocetta e sin da subito sostenuta.
“Possiamo aggiungere un’altra stella! Procediamo come da Programma all’abolizione delle Province!”, esultava qualche deputata. “Certo, ha qualche neo. Ma riusciremo a portare le dovute modifiche!”, incoraggiava il collega.

Quella riforma, per com’era impostata e per come è stata presentata, doveva avere sin da subito opposizione serrata da parte del M5S. E invece fino all’ultimo i deputati erano lì, a fingere un’opposizione che non poteva esserci nei contenuti e con la loro presenza stessa in aula. Che non significa “uscire dall’aula”, bensì assentarsi ingiustificatamente per non permettere il quorum.

Ingiustificatamente per l’Assemblea Regionale Siciliana: gli elettori avrebbero apprezzato lo sforzo nel non voler fare passare a tutti i costi una riforma improponibile, e che per di più avrebbe permesso ai siciliani di liberarsi del peggiore Presidente della Regione che la Sicilia abbia mai conosciuto.

«Chiuderemo la partita finanziaria anche prima dell’ultima scadenza prevista.»

Come, ahinoi, è ancora difficile saperlo. Ma ci speriamo.

«E di Crocetta, martedì, torneremo a chiedere le dimissioni.»

Stavolta, si spera, senza becera propaganda che si possa tradurre in spettacolini di bassa lega per dare spazio ai nuovi volti dello spettacolo politico nazionale e finte raccolte firme popolari per prendere nota degli elettori che vi sosterranno alle prossime elezioni, ma con la testa e giocando la partita con gli strumenti e gli alleati nel luogo consono: a Palazzo.

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Regia Trazzera finanziata a pagherò

Siete davvero sicuri che il M5S abbia erogato €300.000 per la Trazzera di Caltavuturo?

Il gruppo parlamentare regionale siciliano è riuscito a intestarsi il rifacimento della Regia Trazzera, iniziato e portato avanti dai cittadini di Caltavuturo,  dall’Associazione “Oltrepassiamo la frana. La bellezza non si può isolare”, con il supporto del Sindaco e della sua amministrazione, e il preziosissimo sostegno delle imprese di costruzione locali, donando €300.000 dai tagli dello stipendio dei parlamentari.

“Abbiamo ricucito la Sicilia grazie ai nostri soldi!”, esultavano i parlamentari.
E come tante pecore belanti, i proseliti hanno difeso a spada tratta i contestatori dell’opera portata a compimento per mezzo del denaro ricavato dalle restituzioni che ne hanno permesso la realizzazione e di cui, tra l’altro, non sono i reali fautori.

“Via dell’Onestà” l’hanno chiamata. E vediamo fino a che punto.

Forse a pochi è venuto in mente di andare a fare un po’ di conti in tasca ai regionali pentastellati.
Sul sito Sicilia5stelle, la trasparenza è sempre stata pressochè meticolosa, come buona norma grillina.

Così si legge che:

La parte degli stipendi a cui i Portavoce rinunciano sono serviti a finanziare diverse iniziative nel corso di questi 3 anni di legislatura:

Fondo di Garanzia per Microcredito Siciliano (dal 31/12/2012 al 31/12/2014)

Progetto Boom – Polmoni Urbani (dal 31/12/2014 al 30/06/2015)

Rifacimento Regia Trazzera – Caltavuturo

La domanda sorge spontanea: il M5S ha usato le restituzioni destinate a Polmoni Urbani?
La risposta è NO, per il semplice fatto che l’importo totale delle restituzioni degli onorevoli parlamentari dal 31/12/2014 al 30/06/2015 ammonta a €168.416,55 e quindi ci sarebbe un deficit di € 131.583,45 per la somma totale sbandierata, ovvero € 300.000.

Come hanno pagato i lavori per rendere agibile la Regia Trazzera di Caltavuturo?
Non hanno pagato! O meglio. Hanno stipulato una convenzione che stabilisce i termini di rateizzazione dell’importo complessivo, in tre rate da €100.000 “a pagherò”: la prima dovrebbe essere erogata il 31 ottobre 2015, la seconda il 28 febbraio 2016, la terza il 30 giugno 2016.

Convenzione Caltavuturo

L’uso del tempo verbale condizionale perché sarebbe plausibile ammettere in questa convenzione la stessa postilla prevista anche per il progetto Polmoni Urbani: una delle clausole prevede la recessione dell’erogazione delle somme accantonate dai tagli degli stipendi  nel caso di interruzione anticipata della Legislatura regionale Siciliana.

Revoca del Finanziamento

Perciò ricapitoliamo:

Il M5S ha realizzato i lavori di la Regia Trazzera? No.
Il M5S ha finanziato i lavori della Regia Trazzera? No.
Il M5S finanzierà il Progetto Polmoni Urbani e i lavori della Regia Trazzera?
La risposta è FORSE. Tutto dipende dall’abilità nel tenere in vita il Governo Crocetta.
Nel caso in cui si dovesse sciogliere la Legislatura regionale Siciliana, le promesse del M5S andrebbero in fumo, e di certo i beneficiari delle somme rimarrebbero a bocca asciutta. Le deduzioni che ne conseguono sono logiche.

Un tempo c’era chi “sciacallava” consensi elettorali donando pacchi di pasta: erano dei principianti a confronto.

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