Giarrusso, l’altra faccia dell’antimafia

Quello che vi stiamo per raccontare è l’epilogo di una controversia giudiziaria che apre nuovi scenari carichi di forti dubbi sulla condotta di uno dei componenti della Commissione Nazionale dell’Antimafia, il Sen. Mario Michele Giarrusso. Un parlamentare dall’insulto facile che non si comprende da che parte stia davvero. Sia politicamente che nella presunta lotta alla mafia.

Iniziamo partendo dall’antefatto.

Ci troviamo a Vittoria, un paese dell’ipparino conosciuto agli onori delle cronache per avere dato i natali a diversi soggetti malavitosi. Tra i 60mila abitanti circa di Vittoria, ci sono però anche tantissime persone perbene che quotidianamente combattono la mafia denunciando gli illeciti, sia alle autorità competenti che mezzo stampa.
Persone oneste come Concita Occhipinti, una coraggiosa giornalista che il 30 marzo 2009 titolò un suo articolo “Il sindaco di Vittoria aveva una guardia del corpo pluripregiudicata” riferendosi all’allora sindaco Giuseppe Nicosia e il pluripregiudicato Maurizio Di Stefano, condannato per reati di associazione mafiosa, estorsione, stupefacenti, detenzione di materiali esplodenti il quale era stato realmente bodyguard dell’ex sindaco essendo il promotore o comunque associato della società Groupservice onlus che offre servizi di sicurezza per lo stesso Comune e per l’Azienda Municipalizzata EMAIA. L’ex sindaco perciò denunciò la giornalista richiedendo 50mila euro per il danno all’immagine subito per questo accostamento. Con sentenza n.163/2017 pubblicata il 03/02/2017, il Tribunale di Ragusa, nella persona del Giudice Cignolani, ha rigettato la domanda e condannato il sindaco pro tempore al pagamento delle spese.

A essere chiamato in causa anche il marito di Concita Occhipinti, Giovambattista Gulino autore di un video pubblicato su Youtube (clicca qui!) dove dimostra quello che anche in sede di dibattimento è stato confermato e che tutti sapevano.

“Chi è Gulino?”, chiedeva il sen. Mario Michele Giarrusso nel gruppo fb del meet up ibleo poco dopo l’incontro della Commissione Bicamerale Antimafia richiesto dall’ex sindaco Giuseppe Nicosia avvenuto il 6 marzo 2015, cioè dopo l’omicidio Brandimarte di metà dicembre 2014, per dibattere del ritorno dei boss che hanno finito di scontare il carcere e del sistema di protezione per la collaborazione con la giustizia. Si discusse dell’interrogazione parlamentare del sen. Beppe Lumia dove venivano riportati i nomi e i cognomi dei nuovi presunti malavitosi, del caso Scicli e dell’attesa per la decisione della commissione prefettizia che doveva decidere se il Consiglio fosse o meno inquinato.
Si provò a fare luce anche sul caso dell’assessore Angelo Dezio e dell’incarico progettuale ricevuto dal figlio architetto, causa scatenante della polemica con l’assessore Piero Gurrieri e dell’azzeramento della giunta.
L’incontro avveniva anche a seguito degli attentati incendiari che avevano interessato alcuni magazzini di plastica e di imballaggi, e il M5S provò a incalzare il sindaco su queste vicende. Ma non solo.

Perché il sen. Mario Michele Giarrusso chiedeva chi fosse Giovambattista Gulino?

Nei commenti del medesimo gruppo, il senatore dichiarava che non era piacevole essere attaccati in una audizione della Commissione Antimafia per delle assurdità.

A quali assurdità si riferiva?

Sempre il sen. Mario Michele Giarrusso svela l’arcano mistero: l’On. Francesco D’Uva, in audizione chiese al sindaco spiegazioni su un fatto riportato dai giornali qualche anno prima relativo a presunti guardaspalle del sindaco pregiudicati. E dichiarò che in quella sede era emerso che la questione in oggetto era stata una montatura di Gulino e della moglie (Concita Occhipinti, n.d.r.).

E Gulino lo incalza: “Ha detto che in quel periodo il sindaco si muoveva con loschi individui di cui, uno in particolare da me denunciato per estorsione e condannato appartenenti al clan Carbonaro – Dominante?”

Ecco chi è Giovambattista Gulino.

Giovambattista Gulino, ex attivista del M5S, è una vittima di racket e usura che subì gravi minacce e che tra il 1992 e il 2002 ha dovuto lottare contro la criminalità organizzata. Riconosciuto vittima di racket nel 2003, ha collaborato e collabora con le istituzioni. Ha denunciato e portato all’arresto malavitosi organizzati e usurai. Insieme a Concita Occhipinti, Giavambattista ha denunciato l’amministrazione ricevendo minacce di morte se non avesse ritirato il video pubblicato per sostenere la veridicità del titolo dell’articolo pubblicato dalla moglie per il quale era stata querelata.

Come poteva il sen. Giarrusso credere e sostenere che la giornalista Concita Occhipinti e l’allora attivista M5S Giovambattista Gulino avessero potuto montare ad arte la vicenda solo per screditare l’allora sindaco di Vittoria Giuseppe Nicosia? Ma soprattutto: perché avrebbero dovuto farlo? E poi: perché il sen. Giarrusso si schierava dalla parte di chi aveva come guardia del corpo un pluripregiudicato?

Da quel momento, inizia la pubblica campagna denigratoria del sen. Giarrusso contro i coniugi e contro gli attivisti storici del meet up di Vittoria che prendevano le loro parti, accostati dal senatore ai malavitosi affiliati alle cosche locali. Sì, proprio così: un senatore dell’antimafia tacciava chi combatteva in prima linea la mafia di essere un mafioso alla stessa stregua.

Da lì la caccia agli infiltrati, le minacce di querele e le campagne di discredito umano e professionale a Concita Occhipinti, a Giovambattista Gulino, e agli attivisti che tentavano di difendere i coniugi. Fino ad arrivare al 31 ottobre 2015 quando, supportati dal sen. Giarrusso, il nuovo meet up di Vittoria siglava la condanna all’espulsione dal M5S gli attivisti Giovambattista Gulino, Irene Nicosia, Ciro Torre, Monteneri Giovanna, Giorgio Di Stefano, Gianpippo Fermo, Giovanni Interi, Nicola Marchese, Piero Enzo Sarta, accusati di comportamento lesivo e in aperto contrasto con gli indirizzi e l’etica del Movimento 5 Stelle perché nel 2014, in occasione dello Sfiducia Day contro il Governatore della Sicilia, avevano dichiarato assoluta contrarietà alle affermazioni di Grillo in particolare quando si riferiva alla mafia che aveva una sua morale (n.d.r.), e osservando che l’evento era servito solo per una conta degli attivisti.

Il nuovo meet up, inoltre, li accusava di avere mosso gravi allusioni nei confronti di Paolo Borrometi e Mario Michele Giarrusso in merito all’assegnazione della scorta al giornalista, lo stesso che aveva incontrato Rosy Bindi e la commissione antimafia durante l’incontro organizzato a Vittoria dall’ex sindaco in quanto autore degli articoli relativi alle vicende che avevano interessato il Mercato Ortofrutticolo.

Gli attivisti avevano semplicemente espresso dei dubbi relativi all’assegnazione della scorta a Paolo Borrometi che potevano essere fugati con l’ordinanza del Prefetto. E invece no! Il senatore Giarrusso ha addirittura gettato in questo verminaio il giornalista che rincarava la dose supportando l’iniziativa di denunciare con il senatore gli attivisti del M5S Nicola Marchese, Ciro Torre e Giovambattista Gulino, oltre a Venerando Lauretta e Franco Assenza (clicca qui!).
Denuncia che non ebbe luogo, almeno per quanto attiene gli ormai ex attivisti M5S.

Ma perché coinvolgere Borrometi? Quali interessi, anche politici, c’erano dietro? Cosa doveva dimostrare il senatore Giarrusso con questa vicenda? Ma soprattutto, a chi?

Di lì a poco si dovevano creare le liste per le imminenti amministrative di Vittoria ed è plausibile supporre che questa operazione fosse funzionale alla candidatura a sindaco dell’avv. Carmelo Giurdanella per il M5S. Candidato che per anni aveva spalleggiato il sindaco uscente Nicosia di cui vi abbiamo parlato anche in questo blog (clicca qui!).

A sapere di questa vicenda erano tanti eletti del M5S i quali hanno ricevuto il corposo dossier che Giovambattista Gulino ha inviato. Nessuno lo avrà letto. Se lo ha fatto, si è reso complice silenzioso e consenziente della questione narrata che apre nuovi scenari nella politica del Movimento 5 Stelle.

Dossier Giovambattista Gulino

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Il vero dramma dell’ignoranza

La Procura della Repubblica di Palermo ha riaperto il fascicolo precedentemente archiviato sulle firme false apposte nelle liste del M5S presentate per la competizione elettorale del capoluogo regionale. Dito puntato contro l’On.Riccardo Nuti, l’On. Giampiero Trizzino, e in particolare contro Claudia Mannino e Samanta Busalacchi accusate di avere materialmente falsificato le firme: tutti si dichiarano estranei ai fatti e annunciano querele. La magistratura sicuramente riuscirà a fare luce sulla vicenda, ma scavando negli archivi di nostra memoria…

Non è la prima volta che si registrano irregolarità nella compilazione delle liste M5S.

Ci riferiamo alle parlamentarie 2013: anche in quel caso la lista siciliana presentava diverse anomalie.
Sul blog di Beppe Grillo venivano pubblicate le regole per partecipare alla competizione elettorale con i requisiti richiesti per gli aspiranti candidati e le indicazioni per la formazione delle liste, redatte per circoscrizione in base al numero di voti ottenuti dai singoli candidati. I candidati di età superiore ai 40 anni, o compiuti entro febbraio 2013, dovevano essere inseriti nelle liste per il Senato. I candidati restanti, nelle liste per la Camera.

Vediamo la lista del Senato. Durante la selezione interna, questi furono i risultati.

1 Giarrusso Mario voti 136

2 Catalfo Nunzia voti 99

3 Bertorotta Ornella voti 85

4 Campanella Francesco voti 81

5 Nicotra Angelo voti 79

6 Russo Leonardo voti 74

7 Santangelo Vincenzo voti 71

8 Alzalone Roberto voti 54
ecc….

Invece la lista per il Senato M5S venne così formulata e presentata:

1 Campanella Francesco voti 81

2 Giarrusso Mario voti 136

3 Santangelo Vincenzo voti 71

4 Catalfo Nunzia voti 99

5 Bocchino Fabrizio voti 53

6 Bertorotta voti 85
ecc….

Ma la circoscrizione del Senato è unica, a differenza della Camera: chi ha scisso arbitrariamente alterando quindi l’esito delle votazioni interne degli attivisti?

Nella lista alla Camera, invece, furono presentati candidati di età superiore ai 40 anni: Zagarrio Giuseppe, Dalì Cardillo Emanuele, Pintagro Vincenzo (che ricordiamo aver denunciato le firme false per la presentazione delle liste alle comunali di Palermo), Negrì Marco e Danì Nereo Luigi.

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Chi ha combinato questo pasticcio?  Chi era il responsabile delle liste elettorali delle elezioni politiche? Samanta Busalacchi.
E lo scopriamo in un video del periodo, nel quale vengono chiaramente illustrati i malumori degli attivisti palermitani che addirittura hanno rinunciato alla loro candidatura, come Mario Ragusa che vediamo imbattersi contro un giovane dipendente del legislativo ARS poi eletto parlamentare europeo, Ignazio Corrao e Enzo D’Onofrio, un attivista della prima ora, Ufficiale dell’Aeronautica.

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Come mai il militare si dichiara compilatore delle liste presentate quando ufficialmente l’incaricata era Samanta Busalacchi?

Ma soprattutto… che cosa ci fa un Ufficiale dell’Aeronautica dentro il M5S che addirittura millanta contatti diretti con lo staff, come possiamo benissimo constatare nel filmato?

Lo stesso Ufficiale frequentava i vertici del cerchio tragico palermitano già da tempi remoti. E infatti l’11 settembre 2011… tutti insieme, appassionatamente.

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Caro Beppe, l’inutile caccia alle streghe lanciata oggi sul tuo blog rischia di diventare solamente l’ennesima campagna in favore della delazione: non avete bisogno di proteggervi dagli altri, ma da voi stessi!

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Il M5S candida a sindaco un espulso!

Lui, insieme a tutto il Meet Up di Caltagirone (Organizer e co-organizer), compresi l’On. Gianluca Rizzo (Camera dei Deputati) e l’On. Francesco Cappello (Assemblea Regionale Siciliana), aveva ricevuto dai legali di Giuseppe (detto Beppe) Grillo il 9 dicembre 2014 la diffida dall’uso del logo M5S e alla quale era seguita la cancellazione dal blog e dal sistema operativo, quindi l’espulsione.

Oggi Giulio Sinatra è il candidato a sindaco M5S di Caltagirone.

Sinatra, inseme agli onorevoli Rizzo e Cappello e a tutti gli altri referenti del Meet Up di Caltagirone, come ben titolava il post nel blog di Caris Vanghetti, era caduto indebitamente nel mirino del rastrellamento convulsivo degli attivisti colpiti da scomunica in quella che venne definita una vera e propria strage degli innocenti del 2014.

Il gruppo parlamentare regionale voleva colpire gli attivisti che scrivevano su questo blog, Prima Linea Critica, e che avevano intercettato tra i membri di un gruppo fb riservato (in quanto segreto) entro il quale avveniva il coordinamento sui temi da affrontare e per scambio di informazioni.

In realtà, in quel gruppo erano state inserite persone per errore: alcune nemmeno sapevano cosa fosse Prima Linea Critica, altri simulavano dissidenza perché ricevere informazioni scomode torna sempre utile (sì, stiamo parlando degli arrivisti!), e altri ancora, i candidati seriali, una volta paventata la possibilità di essere scoperti, se la sono data a gambe levate per timore di non potersi più candidare!

Per non dare a intendere che era stato compiuto l’illecito, ovvero la violazione della corrispondenza riservata ai membri del gruppo fb, sono stati segnalati tutti gli organizer e co-organizer dei Meet Up dei membri presenti.

Nel caso di Caltagirone, l’unico che realmente scriveva (e il tempo verbale passato è obbligatorio!) sul blog Prima Linea Critica, era co-organizer del Meet Up di Caltagirone e organizer del Meet Up Fare Catania. Evidentemente però i legali di Grillo non sapevano del doppio ruolo dell’attivista da colpire presente in due Meet Up e per questa ragione il Meet Up calatino è affondato.

Ed è anche paradossale dal momento in cui sembrerebbe che “la spia” infiltrata nel gruppo fosse “uomo di Casaleggio” (come più volte denunciato dal Sen. Mario Giarrusso) e membro del Meet Up di Caltagirone; inoltre erano presenti attivisti nisseni dello stesso Meet Up degli onorevoli Giancarlo e Azzurra Cancelleri che al contrario sono stati graziati per non compromettere gli altri attivisti, ma dopo pochi mesi sono stati sbattuti fuori dal Meet Up stesso, mantenendo di fatto l’iscrizione al blog e al sistema operativo. Discorso analogo per gli attivisti presenti sul territorio acese sotto l’egida dell’On. Angela Foti e amici intimi dell’europarlamentare Ignazio Corrao.

Casi simili a Fare Catania (e Caltagirone per sbaglio!) si sono verificati anche nei Meet Up Messina in Movimento e Misterbianco.

Guarda caso si tratta dei Meet Up degli attivisti che, oltre alla loro presenza nel M5S, volevano costituire un’associazione senza loghi e bandiere politiche, e sempre gli stessi che hanno incontrato qualche giorno prima di ricevere diffide ed espulsioni, due membri del Meet Up 878 di Roma scesi in Sicilia per vacanza e che stavano procedendo nella stessa direzione (la costituzione dell’associazione); diffidati ed espulsi insieme ad altre persone della capitale che non solo non sapevano nulla del nostro blog, ma nemmeno della vacanza in Sicilia degli attivisti se non attraverso le foto pubblicate sui loro profili facebook.

Il quel periodo non era ancora avvenuto l’insediamento del Comitato d’appello e, nonostante alcuni attivisti abbiano implorato il perdono, nessuno è stato riammesso nel M5S, pur continuando a svolgere attivismo nei Meet Up per tentare un risanamento.

Ci fa dunque piacere apprendere della candidatura a sindaco di Giulio Sinatra, sebbene poco chiaro risulta il suo reinserimento nel M5S, se realmente è avvenuto e dal momento in cui non ci risulta che la stessa misura sia stata adottata ad altri membri dei Meet Up espulsi che non avevano alcuna attinenza con Prima Linea Critica.

Speriamo di sbagliarci! …anche se fino ora, purtroppo per voi, il tiro non è stato mai mancato.

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Vola a Bruxelles con il M5S

A proposito di MUOS…

Vi ricordate l’ultima meravigliosa e utilissima iniziativa proposta dall’agenzia di viaggio “Lo Monaco – Corrao”? Sì, proprio quella del viaggio all inclusive per Bruxelles rivolto alle mamme, ai legali, ai sedicenti attivisti e agli imbucati NO MUOS!

Ebbene. Quanti di voi sanno come sono andate realmente le cose?

Noi non lo sapevamo fino a quando non ci siamo imbattuti in uno dei vincitori del viaggio premio indetto dal M5S: storie incredibili e fantasmagoriche!

Guardando l’album fotografico dei ricordi (e ci dispiace che rimangano solo quelli!) che immortala i migliori momenti del viaggio organizzato dopo la sentenza del TAR di febbraio 2015 e ascoltando il racconto di una comparsa del tragico teatrino, salta subito all’occhio la presenza di alcuni soggetti e l’assenza di altri.

E la mente va a quel non tanto lontano aprile 2012 in occasione dell’evento che ha dato il via alla protesta contro il MUOS e le 46 antenne.

Stiamo parlando della tre giorni organizzata nella sughereta: era il primo presidio NO MUOS.

L’amarcord di quei giorni manda in moviola alcuni accadimenti un po’ strani e anomali.

Come mai Beppe Grillo, presente a Caltagirone per la chiusura della campagna elettorale delle amministrative nella città calatina, non ha voluto visitare il sito di Niscemi nonostante fosse stato invitato per tempo dagli organizzatori del presidio?

Semplice: il MUOS non era stato ancora installato! Di certo, la cassa di risonanza mediatica che avrebbe avuto con la presenza del buon Beppone nazionale, avrebbe influenzato l’opinione pubblica e rallentato i piani degli americani, ostacolando la sua messa in opera.

Oltretutto, nessuno dei responsabili del M5S regionale siciliano, in quell’occasione, ha manifestato interesse e presenza.

Avendo seguito la questione sin dalle primissime battute e sempre rimanendo in Prima Linea (Critica!) essendo stati presenti, ammirando il book fotografico dell’incosciente viaggiatore, eccetto qualche persona, nessuno dei vincitori del concorso “Vola a Bruxelles con il M5S” è stato realmente protagonista delle vicende che si sono susseguite nelle fasi principali della battaglia. E salta all’occhio anche la presenza di compari  di personaggi che hanno svolto studi propedeutici per l’installazione del Muos.

Ma poi, ancor più strana risulta essere l’assenza a Bruxelles dell’organizzatore della tre giorni dell’aprile 2012, nonché proponente del ricorso vincente al TAR, colui che ha organizzato le commissioni congiunte del 5 febbraio 2013 dove si ottenne la prima revoca di Crocetta impugnata nel ricorso, proponente di diverse interrogazioni parlamentari al Senato, alla Camera e all’ARS, e produttore di un documentario in principio osannato e condiviso anche sul Sacro Blog di Beppe Grillo, poi rimosso non si sa per quali ragioni.

Quanta superficialità! Quanta leggerezza nell’affrontare una questione tanto delicata non solo per la Difesa, ma soprattutto per la salute dei cittadini siciliani!

Era davvero questo il Movimento che volevate?

Ai posteri l’ardua sentenza… Noi intanto continuiamo ad ascoltare le storie macabre e grottesche che ci raccontano in giro per la Sicilia, storie che se non fossero documentate da foto, video e atti, sembrerebbero uscite da un romanzo di fantascienza che nemmeno Philip Dick potrebbe partorire!

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M5S NON È NO-MUOS!

L’impavido salapuzio (riferendoci alla bassezza d’animo… e chi ha orecchie per intendere, intenda!) ha battuto il tamburo: il M5S – ARS con quattro post di pura demagogia e quantomai inutile populismo, ha tentato di confermare posizione avversa al MUOS durante i test effettuati sul sistema radar statunitense di Niscemi e per il bene dei cittadini.

È imbarazzante il silenzio della Regione che sta ad osservare senza muovere un dito. Del resto il governo sulla vicenda è sempre stato contraddittorio, finendo per assumere un atteggiamento decisamente filostatunitense”, ha dichiarato l’On. Angela Foti, il cui fratello ha piantato un’antenna per telecomunicazioni su un terreno di sua proprietà a Fiandaca.

Quando la coerenza andrà di moda?

Ma ben oltre la coerenza, permettete alcune constatazioni sull’imbarazzo.

Ormai abbiamo potuto appurare, dall’insediamento ad oggi, che il Presidente della Regione Rosario Crocetta non conosce vergogna, non tanto verso se stesso quanto per i siciliani.

E il M5S? Anche: si trovano esattamente sullo stesso piano.

In un’intervista del 10 dicembre 2015, l’Avv. Francesco Menallo ha ricordato che il M5S inizialmente sembrava portare avanti con convinzione e impegno la lotta al MUOS fino a quando il politologo e consulente del governo americano Edward Luttwak è arrivato a Bagheria per tentare di frenare l’espansione affaristica dei russi in Sicilia, iniziata sotto il governo Berlusconi, e per sistemare la faccenda Muos di Niscemi, a detta di Menallo.

Se Rosario Crocetta, che nella campagna elettorale del 2012 era contro il “mostro elettromagnetico” ma dopo la sua elezione ha definito il “Muos di Niscemi uno strumento di pace!”, gli eletti nel Movimento 5 Stelle dopo l’avvicinamento di Edward Luttwak si sono adeguati lasciandosi inghiottire da un aberrante silenzio sulla questione e con sporadici cenni per stare sul pezzo, come nel caso del test sperimentale dei giorni appena trascorsi.

L’Avv. Francesco Menallo nell’intervista ha ricordato infatti che nell’estate 2014, mentre il conflitto giudiziario volgeva a favore dei cittadini proponenti e delle associazioni, il M5S si occupò invece delle cabine a Mondello, al 29mo anno di una concessione trentennale non riuscendo a impedire la proroga legislativa sino al 2020.

A questo, si aggiungono altri scenari finanziari che coinvolgono la Casaleggio, ovvero la presenza di Enrico Sassoon in stretto collegamento con il Gruppo Bildeberg in quanto Board Member dell’Aspen Institute Italia, già Presidente del Comitato Affari Economici dell’American Chamber of Commerce in Italy, la camera di commercio americana in Italia: una super lobby di multinazionali, banche e grandi gruppi che unisce le forze per proteggere in maniera più efficace i propri interessi, come Standard&Poor’s, Philip Morris, IBM, Microsoft, ENI, Enel, Intesa San Paolo, Sisal, Rcs Editori, Esso, Bank of America, Coca Cola, Fiat, Fincantieri, Finmeccanica Jp Morgan, Pfizer, Sky, Unicredit. Insomma, i principali colpevoli della crisi economica in cui versiamo e tutti gruppi rappresentati sia all’Aspen che al Bilderberg che all’Ambrosetti.

E a proposito dell’Ambrosetti…!

Il forum Ambrosetti ideato da Alfredo Ambrosetti, membro del Bilderberg, è un forum al quale partecipano i rappresentanti dei potentati economici e della finanza internazionale come Henry Kissinger, Christine Lagarde, ma anche Romano Prodi e Mario Monti: tutti i membri di quel sistema che il Movimento 5 Stelle dovrebbe combattere.

Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, in qualità di co-fondatori del M5S insieme a David Borrelli (ex consigliere comunale di Treviso e uomo di fiducia di Casaleggio nel veneto) e ai parlamentari Eleonora Bechis (ex M5S ora AL – Possibile ma che probabilmente non aveva idea di cosa stesse facendo!) e Vito Crimi risulterebbero nel Think tank group, il network di imprenditori fondato da Arturo Artom e Massimo Colomban Presidente di Rete SI, un’associazione nata nel 2012 durante un incontro tra imprenditori in seno a un forum dell’Ambrosetti a Castel Brando.

Il rapporto tra il M5S e gli americani esiste ed è innegabile.

Un’ulteriore conferma sono le azioni e gli interventi parlamentari (non) prodotti.

Bastava poco, pochissimo per impedire che le antenne e le parabole del MUOS di Niscemi venissero accese dal 9 all’11 marzo:

  • fare riferimento alla “Legge Quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici” n.36 del 2001; D Aricò 1

  • cassare il campo di applicazione in ambito “militare” dal DR del 5 settembre 2012 “Linee guida per il contrasto del fenomeno delle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, nell’ambito della lotta all’inquinamento atmosferico e con finalità della salvaguardia della salute delle popolazioni esposte”, in difformità con la sopracitata Legge Quadro.

Il M5S lo sapeva benissimo: qualcuno ha anche redatto una legge di iniziativa popolare per i deputati regionali che giace nei polverosi cassetti all’ARS, e quindi senza ottenere i risultati sperati, decreto per cui si stanno raccogliendo le firme per promuovere la modifica dal basso entro il mese di giugno. Avevano già deciso da che parte stare, e di certo la loro posizione non è dalla parte dei cittadini e della loro salute ma degli americani.

Credete davvero che il M5S sia gli slogan che proclama?

Gianluca-Rizzo-Ignazio-Corrao-Giampiero-Trizzino

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Vittoria (RG), le tragicomunarie del M5S

Lasciandoci alle spalle i malumori interni riferiti ad attivisti ed eletti, le prese di posizione della presunta candidata a sindaco alla quale non è stata riconosciuta la certificazione della lista e che ha perciò abbandonato il M5S insieme a una parte dei suoi sostenitori, e anche tutto quello che la stampa locale, regionale e nazionale ha portato sotto i riflettori, Prima Linea Critica incontra una gola profonda dell’ipparino per cercare di capire per quali ragioni il “cerchio tragico” grillino stia puntando sull’avv. Carmelo Giurdanella che, oltre ad essere uno dei più noti legali della Sicilia, risulta essere vicino all’On. Giancarlo Cancelleri e ad altri deputati regionali all’ARS.

“Quanto vicino?”

“Molto. Tantissimo! Specialmente se consideriamo il riciclaggio di rampanti e promettenti avvocati che circolano tra lo studio dell’Avv. Giurdanella e il gruppo legislativo ARS.”

“In che senso? Ci spieghi meglio.”

“Certamente. Già dai primi giorni di gennaio circolavano voci sulla possibile candidatura dell’avv. Giurdanella, insieme all’agronomo Pippo Re – che tra l’altro è cugino di primo grado della moglie dell’avv. Giurdanella, e Rino Strano. Così, visitando il sito dell’avv. Giurdanella, ovvero www.giurdanellaepartners.it, alla voce «chi siamo», mi sono saltati all’occhio alcuni nomi ben noti nell’ambiente grillino e non solo.”

“È possibile risalire a questa scheda?”

“Non più: non tanto stranamente, il 25 gennaio è stato cancellato tutto il contenuto.

AGGIORNAMENTO del 29/04/2016
[PDF dei collaboratori Giurdanella-Partners-Studio-Legale-Chi-siamo]

“Si ricorda qualcuno dei nomi degli avvocati dello studio che potrebbero risalire al M5S?”

“Sì. Potrei iniziare da Carlotta Cannizzo, figlia dell’avv. Angela Bruno.
Angela Bruno è l’avvocato del comune di Vittoria che gira allo studio Giurdanella oltre 400 mila euro annui di incarichi.”

“È un’affermazione forte, e dubito che non sia lecito quanto sta affermando, anche se di opinabile indirizzo etico. Può comunque essere dimostrata?”

“Certo, basterebbe controllare le delibere del Comune di Vittoria. Ma Carlotta Cannizzo non è un caso isolato.”

“Chi sono perciò gli altri collegamenti?”

Giovanni Antonci, presente dal 2011 nello studio Giurdanella e Partners e contemporaneamente collaboratore all’ARS nel gruppo Legislativo, noto per essere il collaboratore dell’On. Vanessa Ferreri. Presumo che sia entrato all’ARS per scambio di favore: lui all’ARS in cambio di Lo Monaco e Paola Pietradura allo studio Giurdanella.

“Sia più chiaro.”

Giuseppe Lo Monaco è un socio fondatore dell’Associazione M5S Sicilia insieme a Giancarlo Cancelleri e Mirko Bognanni. È stato eletto alle regionali 2012 per la circoscrizione di Gela, ha ceduto la poltrona all’On. Trizzino in cambio dell’assunzione all’ARS. Una volta eletto Ignazio Corrao, già collaboratore nel gruppo legislativo ARS, alle europarlamentari, Giuseppe Lo Monaco è partito per Bruxelles con funzione di collaboratore del neoparlamentare, lasciando presumibilmente il suo posto all’ARS a Giovanni Antonci, già presente presso lo studio Giurdanella insieme alla fidanzata Paola Pietradura.”

“Paola Pietradura è la fidanzata di Giuseppe Lo Monaco o di Giovanni Antonci?”

“Sì, Paola (Pironti) Pietradura è fidanzata di Giuseppe Lo Monaco. Oltre ad essere passata nello studio legale Giurdanella e Partners in qualità di consulente di diritto civile e amministrativo e referente dei lavori della Commissione e del Parlamento europeo a Bruxelles, ha ricoperto l’incarico di referente dell’associazione ai rapporti istituzionali europei di Impresa Europa.”

“Dalle sue dichiarazioni emerge che il M5S regionale siciliano stia proponendo un candidato non scelto democraticamente dalla base ma supportato effettivamente dai deputati regionali e nazionali!”

“No. Sto semplicemente riportando possibili collegamenti che possano fare risalire al metodo utilizzato dai vertici del M5S nella scelta della candidatura dell’avv. Carmelo Giurdanella. Se poi gli attivisti di Vittoria per idolatria hanno deciso di supportare e sostenere il candidato a sindaco che gli è stato imposto dall’alto, inizino a fare pace con loro stessi non andando a decantare meritocrazia e trasparenza che, da quanto è possibile evincere, ce n’è ben poca. Senza contare poi le regole infrante per la scelta dei candidati da sempre sostenuta nel MoVimento!”

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Regia Trazzera e bugie a cinque stelle

Pinocchio ha detto troppe bugie sulla Via dell’Onestà e la Fata Turchina è davvero tanto, tanto, tanto adirata con lui: potrà perdonarlo solo se riuscirà a risolvere il compito assegnato per le vacanze estive e se dirà la verità.


COMPITO DI MATEMATICA E LOGICA

PROBLEMA

Il Comune di Caltavuturo deve realizzare i lavori per rendere agibile una Regia Trazzera che ricollegherà il paese con il resto della Sicilia. Le imprese ingaggiate presentano il preventivo dei costi dei lavori per un totale di €360.000.
Una serie di iniziative permettono al Comune e agli abitanti del posto di raccogliere €22.000.
Il M5S, per ritorno mediatico ed elettorale, prova a intestarsi il rifacimento della Regia Trazzera promettendo €300.000.
Quando si viene a sapere che di quel denaro non c’è neanche l’ombra perché verrà erogato in tre rate dilazionate tra il mese di ottobre 2015 e il mese di giugno 2016, e che l’unica garanzia è che la Legislatura regionale non si sciolga, il M5S rilancia di ulteriori €30.000 rassicurando gli elettori che utilizzerà, eventualmente, la liquidazione / assegno di solidarietà o di fine mandato che viene erogato ad ogni parlamentare siciliano alla fine della legislatura per un ammontare di circa € 25.000 a deputato (tenendo conto che i deputati M5S ARS sono 14).
Contestualmente, il sindaco di Caltavuturo prova a difendere le posizioni del Gruppo Parlamentare M5S ARS asserendo che la convenzione in cui viene stipulato il finanziamento è avvenuta tra l’Associazione Oltrepassiamo la frana. La bellezza non si può isolare e l’Associazione Movimento 5 Stelle Sicilia, e non con il Gruppo Parlamentare: questo per dimostrare che comunque vadano le cose per l’attuale Governo Crocetta, Caltavuturo riceverà quel denaro.
Ma la somma comunque non basta, e così dal 10 agosto viene estesa la possibilità ai veicoli che percorrono la trazzera di dare un contributo volontario di €1,00 , una donazione che nel Paese della Realtà si chiama “pedaggio“: iniziativa di cui sulla pagina facebook del Movimento 5 Stelle Sicilia se ne esalta la bontà, ma di cui l’On. Cancelleri prende le distanze mezzo stampa risultando ignaro della situazione.
NOTA BENE: la trazzera è stata aperta al traffico il 1°agosto 2015 e dopo 5 giorni il sindaco di Caltavuturo ha dichiarato che quella strada è stata percorsa da oltre 50.000 auto.

DOMANDE

  1. A quanto ammonta la somma versata dai parlamentari che si sono tagliati lo stipendio per la Trazzera di Caltavuturo?
  2. Qual è la garanzia che l’Associazione M5S Sicilia vanta (a differenza del Gruppo Parlamentare vincolato dalla legislatura) se i registri di bilancio degli anni precedenti risultano non pervenuti e non sono stati neanche pubblicati on line?
  3. Da quali fondi l’Associazione M5S Sicilia attingerà le somme eventualmente necessarie se, come da programma e intenti, gli eletti hanno rinunciato alla liquidazione / assegno di solidarietà o di fine mandato?
  4. Complessivamente, tra le donazioni dichiarate dal M5S Sicilia (Associazione o Gruppo Parlamentare?) e la raccolta dell’Associazione Oltrepassiamo la frana. La bellezza non si può isolare, quanto è stato messo da parte per pagare i lavori?
  5. Tenendo conto dei dati riportati dal sindaco di Caltavuturo: quanti giorni saranno necessari e quante auto dovranno passare per raggiungere la somma necessaria per saldare i lavori effettuati?

RISOLVI

Firmato

La Fata Turchina

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